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Le Luci Della Centrale Elettrica – Iperconnessi

Canzone Del Giorno #1113

Canzone Del Giorno #1113 – Le Luci Della Centrale Elettrica – Iperconnessi

Moltitudine o solitudine?

Questa realtà ci sta risucchiando.

In bolle, dove viviamo felici, o almeno crediamo di esserlo, compriamo cose che non ci servono, ci facciamo abbindolare ogni giorno dal miglior offerente.

Siamo iperconnessi, dall’attimo in cui apriamo gli occhi al mattino, fino al momento in cui non chiudiamo gli occhi prima di andare a dormire.

Abbiamo più dispositivi elettronici che amici veri, sappiamo costantemente gli altri dove sono, cosa stanno facendo, con chi sono; così poi quando li incontriamo non abbiamo nulla di nuovo da dirci, nulla di importante, nulla che conti, nulla che non possa essere contenuto da una storia instagram da condividere per testimoniare di essere stati insieme.

Ma siamo stati davvero insieme?

Ci stiamo annullando, appiattendo, stiamo diventando poco, un enorme, gigantesco “nulla di che”.

In questa Moltitudine di persone, di dispositivi, di profili, di stati, di storie ci sentiamo soli, sempre più irrimediabilmente soli.

Non ho molta fiducia nel futuro, credo le cose andranno solo peggio, arriveremo al punto in cui sarà strano chiedere “come stai?”, sarà strano non sapere cosa sia accaduto nelle vite degli altri, magari anche di chi non te ne frega un cazzo.

La verità è che ogni giorno ci incateniamo da soli, ponendo ai nostri polsi delle catene, chiamateli cellulari, ma di fatto sono delle catene, siamo tutti prigionieri di questo Matrix, che ogni giorno è più forte.

Dov’è finito il nostro sacrosanto diritto alla segretezza, alla timidezza, alla distanza?

Tutti questi diritti ce li siamo tolti con le nostre mani, li abbiamo venduti per il nostro egocentrismo, il bisogno di stare sempre al centro dell’attenzione di nessuno, li abbiamo venduti per farci la guerra sotto il post ignorante di qualcuno, per esprimere in maniera prevaricatrice le nostre idee, calpestando tutto ciò che è diverso.

Il tempo passa, continuerà ad andare avanti, qualsiasi utilizzo ne si faccia, noi stiamo gettando al vento i nostri anni, moriremo senza mai aver avuto le palle di inseguire un sogno, di sporgerci oltre uno schermo, di andare oltre l’apparenza e la superficialità con cui costruiamo i nostri involucri per non farci male.

Il tempo passerà, il nostro vuoto aumenterà, non avremo fatto nulla per stare davvero bene, compreremo una casa più grande, con lo stipendio maggiore di un nuovo lavoro, una nuova casa, più grande, con più spazi per sentirti solo, una nuova casa più grande, da riempire con un sacco di cose nuove e inutili da comprare, per riempire i vuoti della nostra solitudine.

Tu come stai?

Fermatevi un attimo e chiedetevi quante volte vi hanno posto questa domanda sinceramente, per sapere davvero come vi sentivate in quel momento.

Purtroppo abbiamo tutti sempre un obiettivo, una meta, una scadenza, un appuntamento, non ci fermiamo mai, quand’è l’ultima volta che siete scesi di casa senza avere un posto dove andare?

Probabilmente neanche lo ricordate, neanche sapreste cosa fare, dove andare, proprio perché vi chiedereste dove andare, siamo costantemente inglobati in una serie di impegni per non farci pensare, per tenerci lontano il pensiero della nostra misera condizione umana.

Allora stiamo perdendo la nostra essenza, vedo emoticons sorridenti, ma visi tristi e scavati dal continuo impegnarsi a vivere sempre più freneticamente, corriamo sempre da qualche parte, ma siamo sempre infelici, perché arrivati nel posto dove ci eravamo prefissati di arrivare, avremo un nuovo obiettivo, un nuovo posto dove andare, e senza pensare ripartiremo.

Ci siamo scordati della felicità, non la abbiamo più protetta, adesso è più malata di noi, è più malata di questo mondo.

Siamo iperconnessi, in disaccordo con tutti, siamo infelici, bisogna cambiare, ma c’è un modo?

Non lo so, ma ci sono posti in cui il Wi-Fi non arriverà mai, ultimi baluardi di un mondo antico, diverso, più vero e genuino, non meno difficile, ma è un mondo in cui la felicità non era solo una favola raccontata ai bambini per rimanere spensierati il più a lungo possibile.

Finché ci saranno posti del genere so che il mondo non finirà mai del tutto, noi possiamo solo provare a disconnetterci ogni tanto, disintossicarci e imparare a non abusare della tecnologia.
Per insegnare ai nostri figli a non commettere i nostri errori.

Dovremmo disconnetterci tutti, molti credono che disconnettersi significhi perdere tutto, diventare soli, senza amici o qualcuno con cui parlare, ma sui social non si è realmente insieme agli altr.
E’ un’illusione, è una finzione, i veri rapporti umani ci sono fuori da uno schermo, per cui disconnettiamoci, perché è adesso che stiamo assaporando la vera solitudine, fuori ci aspetta una moltitudine di persone come noi, alienati come noi, con cui parlare nella realtà.

La moltitudine spesso ti fa sentire più solo della solitudine.

La solitudine spesso ti fa sentire più in comunione con gli altri.

Non facciamoci illudere dalla finta moltitudine di questa società, che causa solo la nostra infelicità, impariamo a riconoscerci in questo buio ventunesimo secolo, impariamo a scegliere.

Ma scegliere davvero, un po’ come pillola blu/pillola rossa di Matrix

Solitudine o Moltitudine?

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Ecco i link che fanno per te ~

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Viva la sincerità e grazie di cuore ♥

Canzone: Iperconnessi
Artista: Le Luci Della Centrale Elettrica
Album: Terra (2017)

© Immagini prese da Google Immagini­

About Giovanni Guariglia

Ciao! Sono Giovanni, ho 16 anni e vengo da Salerno. Sono un ragazzo che passa intere giornate ad ascoltare canzoni su canzoni, uno che per andare avanti basta abbia qualcosa da ascoltare nelle cuffiette. "La musica è un siero potente, scaccia fantasmi e riporta il sereno"

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