#CanzoneDelGiorno
Home / Interviste / Intervista agli Heron Temple

Intervista agli Heron Temple

Intervista #14

Intervista #14 – Heron Temple

A distanza di due anni dall’ultima esibizione a Catania (in occasione del mercatino itinerante Pop Up Market), i palermitani Heron Temple hanno iniziato ufficialmente il loro primo tour proprio da questa città, al Mono, il 31 Maggio.
Ho avuto l’opportunità di porgere loro alcune domande poco prima di quello che sarebbe stato un live da brividi, tra il soul/rock dei loro inediti e le toccanti cover di “Siamo Ospiti” de La Rappresentante di Lista e “Iron Sky” di Paolo Nutini.

Aurora: Sono passati due anni da quando vi abbiamo visti ad X Factor. Che idea avevate dei talent prima di parteciparvi? E cos’è cambiato da allora?

Valerio: L’idea che abbiamo dei talent è chiaramente, da un lato, positiva perché altrimenti non avremmo partecipato. E’ comunque una vetrina, X Factor in particolare è la più importante in Italia e ci ha permesso di arrivare a persone che prima non ci conoscevano.
Il lato negativo è che la televisione è molto effimera… però noi siamo riusciti a prendere le cose migliori da questa esperienza, e dopo averla conclusa abbiamo premuto il tasto reset.

Vincent: Ci sono voluti due anni per far dimenticare la nostra partecipazione ad X Factor alla gente! (ride ndr)

A: La lingua inglese è generalmente considerata più musicale e più internazionale, e quindi molto utile per farsi conoscere all’estero. Sentirvi cantare in italiano mi ha sinceramente sorpresa. È stata una casualità o una vostra decisione fin dall’inizio?

Valerio: Ad essere proprio sinceri il progetto è nato con l’idea di rifarsi, quanto meno, alla musica britannica e americana, abbiamo iniziato con delle cover dei nostri artisti di riferimento. Poi dopo X Factor le nostre intenzioni sono cambiate in seguito ad una discussione con Manuel Agnelli, che ci ha detto: “Ma perché non scrivete le vostre canzoni in italiano?”, considerato anche il fatto che non avevamo ancora canzoni nostre.
Diciamo che Manuel ci ha messo la pulce nell’orecchio! Da lì è nata “Vulnerabile” e non si poteva più tornare indietro, tant’è che il titolo ricorda comunque la stessa parola in inglese; ce lo portiamo dietro un po’ come una sorta di fardello delle nostre origini vere e proprie.

A: Vi state prendendo il vostro tempo per lavorare al disco d’esordio. Qualche anticipazione?

Vincent:Ci stiamo prendendo il nostro tempo perché abbiamo pensato che il primo album deve essere un disco totalmente pensato, creato, scritto, immaginato da noi. Essendo in due molto spesso ci sono dei momenti di fermo in cui magari non hai l’ispirazione, la creatività, o se le hai, facendo tutto noi testi e arrangiamenti, ci vuole comunque molto.
Dopo un annetto di lavoro abbiamo avuto la fortuna di trovare una persona che ci seguisse e diventasse un po’ come un mecenate/padre/produttore artistico che ci dicesse “Pensate di fare così o in quell’altro modo?”, oppure quando eravamo un po’ confusi ci diceva “No questa idea è bella, continuiamo su questa direzione”.

E’ servito un po’ di tempo ma forse ce l’abbiamo fatta. Fortunatamente abbiamo anche collaborato con altri musicisti, ma fondamentalmente ideiamo tutto noi. Sarà un disco molto elettrico ed elettronico allo stesso tempo.

A: Dall’organizzare serate open-mic a Palermo siete passati dall’altra parte del palco, e avete appena iniziato questo tour che prevede un piccolo giro d’Italia. Siete ormai abituati all’idea di esibirvi o un po’ di emozione c’è sempre?

Valerio: Al Modcafè, dove organizzavamo queste serate, non c’è un vero e proprio palco quindi avevamo sempre un rapporto “a tu per tu”, diretto, col pubblico! Siamo sicuramente abituati ormai, però la musica è un po’ come…

Vincent: … come una partita di calcio: puoi essere il favorito, ma entri comunque in campo chiedendoti se la tua squadra vincerà!

Valerio: Io pensavo ad un accostamento diverso… direi che la musica è più come un calciatore, che si allena ogni giorno prima di arrivare alla partita della domenica. Quando non ti alleni per molto tempo chiaramente spezzare il ghiaccio un po’ ci vuole. Questa è la prima data del tour e noi non vediamo l’ora di spezzarlo, ne abbiamo proprio la voglia. Anche perché l’ultimo live che abbiamo fatto risale a dicembre e poi ci siamo chiusi in studio. La cosa bella della musica è che puoi suonare pure al Wembley, però riesci a provare sempre e comunque le stesse sensazioni quando sali su un qualsiasi palco, grande o piccolo che sia.

Angolo Consigli

Aurora: Mi potreste dire 3 album che consigliate di ascoltare?

Valerio: “Abbey Road” dei Beatles, “Caustic Love” di Paolo Nutini e “Fever” dei Balthazar che ci ha influenzato molto a livello di sound per la registrazione del nostro album, ed è forse il mio disco preferito dell’ultimo anno. Te ne dico un quarto se possibile, “Go Go Diva” de La Rappresentante di Lista perché sono nostri amici e conosciamo tutto il lavoro che c’è dietro, lavorano col nostro stesso “padrino musicale” e sono sicuramente una delle band più interessanti che abbiamo in Italia.

A: Tre libri?

Valerio: “La metamorfosi” di Kafka, “Cecità” di Saramago e “1984” di Orwell.

Vincent: Io ti dico un libro che nessuno conosce ma è il mio preferito di sempre. “L’ultimo bandito – Una vita rock’n’roll”, scritto da Nikki Sudden, nonché uno dei musicisti più sfigati della storia. Ogni volta che lo buttavano fuori dalla band in cui suonava, questa otteneva un contratto discografico e diventava enorme. Lui ha suonato in band stratosferiche degli anni ’80-’90 e racconta di come la sua vita sia diventata quella del “bandito”: ogni volta che spariva, qualcun altro ne prendeva giovamento.

A: Tre film?

Vincent: Mi ha colpito “Her” di Spike Jonze, veramente un gran film.

Valerio
: Un classico… “Match Point” di Woody Allen e, per essere anche un po’ attuale, “Sulla Mia Pelle” di Alessio Cremonini, mi è piaciuto tantissimo.

A: E per finire… 3 serie tv che consigliate?

Vincent: “Vikings”, subito. “Billions”, gran serie, e “American Gods”.

Valerio: “Stranger Things”, “Vikings” è piaciuto molto anche a me, e poi “Dark”, aspetto la seconda stagione!

Ringrazio ancora tantissimo Vincent e Valerio per la disponibilità che mi hanno concesso.
I miei migliori auguri per il disco in produzione e per il vostro futuro, che sono certa sarà costellato di una serie di grandi traguardi.

About Aurora

Aurora, 20 anni, vivo di dischi e concerti. Tutto quello che mi passa per la testa lo scrivo sulle ante del mio armadio; un mio sogno è quello di rinascere corista di Paolo Nutini. Realizzabile, giusto?

Articoli Correlati

Intervista

Intervista ai Cara Calma

Abbiamo intervistato i Cara Calma! Godetevi le tante curiosità sulla band e le informazioni sul loro secondo album "Souvenir".

Funk Shui Project

Intervista ai Funk Shui Project & Davide Shorty

Abbiamo intervistato i Funk Shui Project & Davide Shorty. Abbiamo parlato del nuovo album, della situazione sociale attuale, di telefoni ai concerti e di molto altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *