Home / Interviste / Intervista a Yakamoto Kotzuga

Intervista a Yakamoto Kotzuga

Intervista #11

Intervista #11 – Yakamoto Kotzuga

Lo scorso 21 giugno noi TheStarmen abbiamo avuto il piacere di prendere parte come ospiti al festival musicale e sociale “10HEARTZ” organizzato dai circoli Arci delle Marche e Kindustria a Camerino proprio nelle Marche, territorio fortemente colpito dal sisma del 2016 e nostra cittadina.

La prima serata vedeva tra gli altri il compositore e producer veneziano Yakamoto Kotzuga, nome d’arte di Giacomo, promettente giovane che sta ottenendo discreto successo in giro per l’Italia e in Europa.
Abbiamo avuto la fortuna di intervistarlo ed ecco cosa ci ha raccontato.

TheStarmen:Eccoci allora con Yakamoto.
Iniziamo subito parlando di come ti sei avvicinato a questo ambiente.
Sappiamo che hai frequentato anche il conservatorio perciò raccontaci di come e quando hai capito che questa passione per la musica poteva diventare per te qualcosa in più.”

Yakamoto: 

Io credo che la passione per la musica me l’abbia trasmessa mio padre, che è insegnante di musica e musicista.
Ho iniziato suonando la chitarra in qualche band a Venezia, però ad un certo punto mi sono un po’ stufato della vita di gruppo che ha i suoi lati positivi e certamente anche quelli negativi.
Poi ho deciso di iniziare a provare a registrarmi con qualche software da solo e ciò mi ha portato ad appassionarmi al lato della produzione.
Pubblicata e mandata un po’ di roba in giro ho ricevuto qualche feedback positivo ed ho iniziato a crederci un po’.
Da lì i primi concerti e il tutto iniziava a piacermi quindi ho pensato che magari potevo fare di tutto quel che mi piaceva una professione.

TS: Parlando della tua musica verrebbe da dire che rientra in quel grande genere misto che può essere la musica elettronica, che in realtà nasconde molto di più.
Tu ti ritieni appartenente a qualche genere o magari sei più unico che raro?”

Y: 

No, io in realtà attingo da vari generi musicali che mi piacciono e quindi non credo di appartenere ad un genere di base. Mi piace prendere da vari stili per unirli. Poi la mia base viene sempre dalla cultura hip hop e prima prendevo molto anche dal post rock. Col tempo poi ho cambiato anche ascolti ed interessi.

TS: “Da ciò che si legge sui social hai fatto anche qualche collaborazione, ci viene in mente Forest Swords, e nel prossimo futuro invece collaborerai con altri artisti?”

Y:

Intanto purtroppo a Forest Swords ho “solo” aperto un concerto tempo fa, magari averci collaborato (ovvia risata ndr).
Per ora non ho progetti con altri artisti, ma ho iniziato a lavorare in un ambito che mi piace molto che è quello del cinema.

TS:  “In effetti a proposito di questo abbiamo visto alcune tue partecipazioni online tra cui una alla Biennale.”

Y: 

Sì anche quello è stato un lavoro con il mio amico Furio da cui è partito il mio ultimo album che è “Slowly fading”, che è uscito verso fine Marzo.

Acquista su Amazon.it

TS:Invece cosa puoi dirci ritornando a parlare dei tuoi progetti futuri?”

Y:

Allora per adesso ho finito la prima colonna sonora per un film e sto lavorando ad una serie tv che sarà molto interessante come cosa.
Ho fatto anche qualche produzione nell’hip hop come due brani nell’ultimo album di Mecna che esce domani se non sbaglio (22 giugno ndr).

TS: “Quindi anche il lavoro per colonne sonore ti sta interessando? Immaginiamo che per un musicista è sempre bello sperimentarsi.”

Y: 

Sì a me stanno piacendo molto, erano un ambito che non avevo mai provato se non per lavori visivi come documentari o pubblicità. Poi si a me piace sperimentare.

TS: “Invece dal punto di vista personale quali sono gli artisti che ti hanno contagiato o che ti piacciono?”

Y: 

Posso dirvi sicuramente Shlomo, un artista di Los Angeles, sia per l’uso della chitarra nell’elettronica che per altro.
Poi ce ne sono altri, sto ascoltando roba dei più disparati generi quindi tantissimi artisti.

TS: “Parlando del tuo lavoro, ci sono temi che cerchi di affrontare nei tuoi brani o ti piace più svilupparli partendo da sensazioni e sperimentazioni?”

Y:

Diciamo che nel momento in cui li faccio non parto quasi mai da un’idea precisa che ho in mente, preferisco lavorare un po’ così sul momento. Per l’ultimo album invece (Slowly fading, appunto), che ho sviluppato come una sorta di concept ho dovuto fare dei ragionamenti “a monte”, ma solitamente parto da idee non precise che mi piacciono.

TS: “E tu pensi che c’è qualcosa di personale nei tuoi album?”

Y: 

Sì quello sempre, però magari lo capisco dopo a lavoro finito.

Acquista su Amazon.it

TS:Chiudiamo chiedendoti i tuoi futuri obiettivi per la tua carriera.”

Y: 

Sicuramente continuare con questi nuovi ambiti su cui ho cominciato a lavorare.
Poi a settembre sarò alla Red Bull Music Accademy che sarà a Berlino e per allora mi piacerebbe avere nuovo materiale pronto e stavo pensando ad un EP.
Nell’ultimo periodo poi ho lavorato molto e soprattutto per progetti commissionati, quindi ora ho voglia di tornare a fare musica “mia”.

Ecco dove potete trovare Yakamoto Kotzuga:

Facebook Twitter Soundcloud Sito Web

Ringraziamo e salutiamo Yakamoto Kotzuga e gli facciamo gli auguri per la sua carriera e invitiamo tutti ad ascoltare i suoi lavori e, magari quando c’è la possibilità, anche i suoi concerti.

Ringraziamo ancora i ragazzi del “10HeartzFestival, soprattutto per questo evento a favore del cratere colpito dal sisma 2016.

Buona musica!

About TheStarmen

Siamo Marco e Alessandro, 21 anni entrambi, ci piace esplorare stili ed epoche diverse, gli artisti più o meno influenti e il contesto in cui esprimono la loro creatività, seguiteci e vi faremo viaggiare tra le stelle..della musica!

Articoli Correlati

Intervista

Intervista a Willie Peyote

Intervista #10 – Willie Peyote #CanzoneDelGiorno è da poco arrivata al suo episodio n.900 ed …

Intervista Rancore

Intervista a Rancore

Intervista #9 – Rancore Lo scorso Primo Giugno è uscito “Musica per Bambini“, nuova fatica del …