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Intervista a Willie Peyote

Intervista #10

Intervista #10 – Willie Peyote

#CanzoneDelGiorno è da poco arrivata al suo episodio n.900 ed una delle costanti che ha accompagnato questo lunghissimo percorso è stata la presenza di Willie Peyote, rapper torinese cinico ed atipico che i veterani della pagina avranno sicuramente imparato ad apprezzare.

In una di queste stranissime giornate di Giugno, fra crisi internazionali e mondiali da non protagonisti abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Willie non solo dell’attuale situazione politica e della scena musicale italiana, ma anche del passato e dei progetti futuri del Peyote.

Giovanni :”Nel 2006, mentre l’Italia vinceva i mondiali, usciva un ep che si chiamava “Appersonal” nel quale c’era una canzone chiamata “In teoria” che è probabilmente uno dei tuoi lavori più belli, adesso sono passati 12 anni e ai mondiali non ci siamo neanche, ma tu Willie quanto ti senti cambiato rispetto a quello che fu l’inizio del Peyote?”

Willie: 

”Mah guarda, io mi sento cambiato moltissimo e sinceramente in meglio, a differenza della nostra nazionale, che dal 2006 ad oggi è passata dal vincere i mondiali al non qualificarsi neanche.
E’ una strana coincidenza, non ci avevo mai pensato; comunque mi sento molto cambiato, tanto quanto si cambia dai 21 ai 33 anni, immagina quanto può cambiare un uomo in questo tempo, quello è successo a me.”

G: “Quali sono state le tue fonti d’ispirazione da giovane e durante questi anni?”

Willie: 

“Ho sempre attinto dalla musica che ascoltavo quando ero giovane come il rap, ma anche tutto quello che mi faceva ascoltare la mia famiglia, quindi anche molto rock.
Con la lettura ho invece aperto lo sguardo ad altri tipi di scrittura e sicuramente mi ha aiutato ad imparare a scrivere.”

WilliePeyote

G: “Lo scorso Ottobre è uscito “La sindrome di Tôret” album che continua quello che è il tuo processo di crescita come artista.
Questo lavoro riesce ad esorcizzare con grande ironia e cinismo quelle che sono le problematiche sia politiche che sociali che affliggono il nostro mondo e in diversi punti si avvicina in maniera abbastanza inquietante a quella che è la situazione che stiamo vivendo in questo momento: cosa ne pensi del momento che stiamo attraversando in Italia?

Willie: 

“E’ un momento di confusione, è innegabile che ci troviamo in un momento un po’ particolare e non si sa bene dove siamo diretti.
Secondo me è il momento in cui tutti dobbiamo prenderci le proprie responsabilità e quindi chi come me ha la possibilità di comunicare a molte persone non deve accodarsi al niente che c’è, ma prendere determinate posizioni.
Non dico che bisogna prendere le mie posizioni, ma penso che tutti debbano prenderne una in un momento così confuso”

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G: Vendesi” è un brano davvero profondo nel quale è riassunto tutto il significato del tuo ultimo lavoro “abbiamo tutti un’attenuante se lo schifo è consensuale“: quanto questa frase investe l’attuale scena musicale italiana?

Willie: 

Mhmh (se la ride ndr), assolutamente sì.
E’ triste, ma si può applicare a tutti gli ambiti della vita (dalla politica, alla musica fino alle relazione interpersonali).
Nel  senso che finché facciamo schifo entrambi è come negli incidenti, 50/50.
Questa cosa si può applicare a tutto e questa diciamo è la cosa triste.

G: “Nella Sindrome di Tôret è presente una traccia audio chiamata “7 miliardi” nella quale c’è uno spezzone di uno spettacolo di Giorgio Montanini, noto stand-uppista italiano e nel brano c’hai ragione tu si ascolta più volte la voce di Louis CK, altro stand-uppista statunitense, non ti è mai venuto in mente di provare ad entrare in questo mondo magari portando in giro per l’Italia un tuo monologo di stand up comedy?”

Willie: 

“No hahah, per il momento no.
E’ una cosa su cui giochiamo anche con Dutch Nazari e Burbank.
Sto fortunatamente conoscendo molti artisti Giorgio Montanini, ma anche Balasso che è un grande comico e un grande attore.
Mi sto avvicinando a quel mondo, ma no, non sono assolutamente ancora in grado.”

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G: “Sei nel pieno di un tour estivo davvero ricco di date, ma dopo questa lunghissima serie di impegni quali sono i tuoi progetti a lungo termine?”

Willie:

“Mah lungo termine non lo so perché non sono mai stato bravo a fare questo tipo di progetti.
Ti posso dire però che appena finito questo tour vado lontanissimo dall’altra parte del mondo, giusto per cambiare un po’ d’aria.
A parte questo, beh stiamo ovviamente lavorando al disco nuovo, ci stiamo già pensando e tante altre cose che però non so dirti quali saranno perché ci piace vivere il “Work in progress”.”

Ringrazio infinitamente Willie per averci concesso con grande disponibilità questa intervista nonostante il tour estenuante (se vi capita andate a sentirlo, non ve ne pentirete) e ringrazio anche Gertrude Crestiè di BigTimeWeb per aver reso possibile questa chiacchierata.

Infine ringrazio voi che come sempre supportate il progetto #CanzoneDelGiorno , da parte nostra c’è la voglia di puntare sempre più in alto e questa convinzione di potercela fare ce la state dando voi per questo:

Grazie

E come al solito: Buona Musica!

About Giovanni Guariglia

Ciao! Sono Giovanni, ho 16 anni e vengo da Salerno. Sono un ragazzo che passa intere giornate ad ascoltare canzoni su canzoni, uno che per andare avanti basta abbia qualcosa da ascoltare nelle cuffiette. "La musica è un siero potente, scaccia fantasmi e riporta il sereno"

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