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Intervista a Rancore

Intervista #9

Intervista #9 – Rancore

Lo scorso Primo Giugno è uscito “Musica per Bambini“, nuova fatica del rapper romano Tarek Iurcich in arte Rancore.

In occasione dell’instore del 7 Giugno tenutosi a Napoli ho avuto l’onore e il piacere di farmi una chiacchierata con lui in merito al nuovo album ed al futuro sia di Rancore che della scena italiana.

Giovanni: ”Rancore nasce nel 2006 in seguito alla morte del suo alter ego Rinquore e, dopo un periodo di tantissime collaborazioni, torna con “Musica Per Bambini“, nel quale è presente “giocattoli” brano molto intenso nel quale viene vissuta la crescita di una ragazza attraverso tre oggetti che l’hanno accompagnata durante la sua vita: quanto c’è di Rinquore in questo pezzo e quanto ti senti cambiato rispetto agli inizi?”

Rancore:

”In realtà Rancore esiste da sempre, Rinquore è soltanto una piccola parentesi che, ti correggo, nasce nel 2008.
Nasce e muore nel 2008, esiste un album che è nascosto nel remind di Seguime, in cui c’è anche un feat. con rancore, “Esercizi di stile” dove appunto io passo da uno stile all’altro.
Rinquore è, per quanto poco possa sembrare, molto autoironico e utilizza la canzone d’amore come una presa in giro. “Giocattoli” parla di qualcosa di concreto, reale, che c’è realmente. Rinquore è metaforico. Quindi di Rinquore c’è ben poco.”

G.: ”Hai annunciato “Musica per Bambini” attraverso la pubblicazione di Underman, il cui tema centrale si sviscera attorno il mondo del fumetto ed in questo periodo hai anche collaborato con Zerocalcare.
Quanta influenza ha avuto il fumetto nella tua vita e nel processo artistico presente dietro l’album?

R. 

”Nella mia vita il fumetto ha avuto un ruolo importantissimo.
Il fumetto nasce come un qualcosa che si evolve nel tempo, ad esempio il manga è un fumetto complicatissimo, che per essere sviscerato a pieno ha bisogno di essere seguito dall’inizio.
Allo stesso modo se un genitore vede una puntata di Dragonball non capisce niente.
Lo stesso è per quello che faccio, per quanto riguarda l’hermetic hiphop, per capirlo a pieno bisogna conoscerne il contesto per osservare, come avviene per quanto riguarda il fumetto, l’evoluzione che Rancore ha nel corso del disco e che ha avuto dagli inizi.”

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Iacopo: ”Apri “Arlecchino” sottolineando tutte le cose che è incapace di fare, allo stesso modo facesti nella terza strofa di “Cosa sai” mostrando tutte le cose che rancore non è capace di fare. Cosa sa Rancore di Arlecchino e cosa Arlecchino di Rancore?”

R:

”Le negazioni nei due pezzi sono diverse, mentre in “Arlecchino” la negazione ha lo scopo di far comprendere nel corso del brano, mostrando ciò che Arlecchino non è, di certo non è un mito o un supereroe, cosa sia realmente ovvero tutto e niente , in “Cosa Sai?” parlo di cose di cui realmente non sono capace, cioè io veramente non ci so giocare a pallone.
Arlecchino non rappresenta proprio un alterego di Rancore, o meglio si, ma può rappresentare l’alterego di ognuno, di come si è creata l’Italia o del mondo.
Cosa sa Rancore di Arlecchino? È un po’ come chiedere cosa sa Rancore sul mondo, quindi nulla. Per sapere cosa Arlecchino sa di Rancore, bisogna sapere cosa il mondo pensa di Rancore, e per ora non sono ancora riuscito a saperlo.”

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G: ”Hai definito quest’album come l‘urlo al mondo di sofferenza di un bambino che non riesce ad essere capito.
Descrivi perfettamente la situazione nella traccia finale “Questo pianeta” nella quale però utilizzi un linguaggio non per tutti e ti poni come un alieno che non capisce gli altri esprimendoti in modo tale da non farti capire: A cosa è dovuta questa scelta?

R:

“In questo pianeta riprendo un po’ quello che avviene all’inizio di ogni strofa in “Macchina del tempo“, solo che mentre lì vi è un’associazione di parole tratte dall’uso comune, in “questo pianeta” il linguaggio è molto più complesso e basato su giochi di parole le quali, se non ne viene compreso il significato ironico, poste le une accanto le altre non hanno alcun senso. Allo stesso tempo accuso l’ascoltatore di non essere capito, mostrando quello che è lo stato di alienazione alla base della stesura del disco e dal costante ossimoro dato da un urlo che si pone lo scopo di mostrare di non essere capito, mostrandosi in maniera incomprensibile.

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G: “ Hai collaborato per quasi dieci anni con DjMyke e dopo tanto tempo hai lavorato in solitaria alla produzione di “Musica per bambini ”. Quanto si è sentita l’assenza del micionero al tuo fianco?”

R:

 “Credo che il modo in cui produce DJMike sia unico del suo genere.
Io in realtà ho collaborato con lui 7 anni. Che la differenza si sia sentita dopo molti anni di collaborazioni, nel produrre un disco completamente da solo, sia normale, ma credo anche che l’esperienza con lui mi abbia permesso di crescere sotto molti aspetti e mi abbia dato la possibilità di essere capace di produrre un disco in completa autonomia mettendo insieme quello che ho imparato”

G: “Centro asociale e Beep Beep sono le due tracce più esplicite dove ti esprimi in maniera abbastanza dura contro la scena attuale:Come vedi il futuro di questa arte in Italia e come vedi il futuro di Rancore?

R: 

“A vedere nel futuro non ci sono ancora riuscito. Hai voglia a studiare sfere di cristallo, libri mistici però niente.
Però a vederlo da come è scritto, non lo vedo bene, ma credo che il protagonista possa uscire dal libro, possa cambiare le parole del libro, il modo in cui è scritto.
Non ho la pretesa di essere io il protagonista a cambiarne le parole e sollevare il volto di quest’arte in Italia, ma credo dipenda anche molto dagli ascoltatori.”

Vorrei ringraziare Tarek per la disponibilità e per la professionalità con la quale ci ha concesso l’intervista, Matteo Manini, tour manager tuttofare senza il quale non sarebbe stato possibile organizzare l’incontro e infine BigTimeWeb, ufficio stampa che sta dando fiducia e grande appoggio al progetto #CanzoneDelGiorno.

Un ultimo ringraziamento lo voglio fare a voi che siete giunti in fondo all’articolo regalandovi un piccolo spoiler:
Martedì prossimo Willie Peyote.
Allego i social del buon Rancore per seguirlo in ogni dove:
Con questo è davvero tutto, come al solito buona giornata e soprattutto
Buona musica!

N.B. Se vi va potete supportare il nostro progetto acquistando le opere di Rancore dai link amazon proposti.
Grazie di cuore ♥

About Giovanni Guariglia

Ciao! Sono Giovanni, ho 16 anni e vengo da Salerno. Sono un ragazzo che passa intere giornate ad ascoltare canzoni su canzoni, uno che per andare avanti basta abbia qualcosa da ascoltare nelle cuffiette. "La musica è un siero potente, scaccia fantasmi e riporta il sereno"

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