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Focus On… Benjamin Clementine

Articolo a cura di Aury Ros

Focus On… Benjamin Clementine

Benjamin Clementine, inglese di origini ghanesi, è un artista dal passato movimentato: a 11 anni impara da autodidatta a suonare il piano, a 13 si appassiona alla musica e alla letteratura (i suoi miti: Giacomo Puccini, William Blake, C.S. Lewis) a 19 anni, dopo aver ottenuto bassi risultati scolastici e aver litigato con la famiglia, decide di abbandonare tutto e tutti.

E di ricominciare.
Come racconta in “Adios”:

 “Addio. Mi scuso per la velocità con cui sto salendo sul treno, ho aspettato ma non è arrivato nessuno.”

Un biglietto di sola andata per Parigi.
Il suo suonare nella metro, i video postati su YouTube dalle persone che lo hanno visto e il passaparola che si è creato, sono stati la svolta.
In circa due anni Benjamin passa dal suonare nei treni al suonare nei pub, dalle feste di compleanno ai grandi eventi.
Un talentscout nota questo ragazzo esibirsi e lo presenta a Lionel Bensemoun, uomo d’affari che fonda una casa discografica apposta per produrre Benjamin, la “Behind”.
E così da ex busker, oggi a 29 anni, Benjamin Clementine si ritrova ad essere una figura di culto per gli appassionati di Musica.

“Nessuno sa cosa c’è nella mente di questo ragazzo, nessuno vede ciò che sta immaginando […] Non giudicatelo. Perché un giorno questo ragazzo, come il mondo gli concederà un minuto, racconterà di quando è stato sottoterra e di come sia risalito dalle profondità. Un giorno starà bene questo ragazzo, quindi farai meglio a stare attento perché quel giorno potrebbe essere oggi!”

Winston Churchill’s Boy

Un “visse per sempre felice e contento” che però l’artista cerca di evitare, perché teme che possa far passare in secondo piano la sua musica e che le persone guardino soltanto il personaggio.

Due dischi all’attivo, apprezzatissimo da Paul McCartney, Björk e Stromae (il quale ha definito Clementine un artista scioccante, e per questo l’ha voluto nel 2014 come special guest del suo tour), una collaborazione con i Gorillaz per il loro singolo “Hallelujah Money”.
Da molti definito la versione maschile di Nina Simone per via del suo timbro vocale (è un tenore spinto), la sua è una fusione di soul, pop e musica classica.

Eccentrico, ama suonare il pianoforte scalzo perché lo fa sentire più a suo agio con lo strumento e l’ambiente circostante, le sue canzoni preferisce chiamarle poesie, si definisce un espressionista piuttosto che cantante, ama inventare parole nuove che raccoglie in un vocabolario personale.
Il suo sogno è quello di andare a vivere a Palaia, vicino Pisa, completare il suo dizionario, dipingere su tela quelle parole che secondo lui si stanno dimenticando e poi esporle ad una mostra.

Il primo album di Clementine, “At Least For Now” (2015) parla di come lui si sia sentito rifiutato dalla sua città natale, Londra, del bisogno di fuggire da lì, del rapporto conflittuale con i suoi genitori; della sua decisione improvvisa, ma necessaria, di partire.
Il secondo album, “I Tell a Fly” (2017), affronta temi quali: l’immigrazione, la guerra, la Giungla di Calais.

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 “Un leone libero è arrabbiato, bisonti stanno arrivando dai porti dell’Europa […] I pesci si stanno moltiplicando, una fila di migranti in arrivo dai porti dell’Europa.”
– By The Ports Of Europe

L’ascolto della discografia, a primo impatto, potrebbe apparire poco “omogeneo”.
Ma la metrica (ir)regolare di Benjamin, il flow, il suo passare da parti cantate a recitate… prevalgono su ogni cosa e ci si fa trasportare dalla musica.
E ci si rende conto che tutto in realtà ha un equilibrio.

About Aurora

Aurora, 20 anni, vivo di dischi e concerti. Tutto quello che mi passa per la testa lo scrivo sulle ante del mio armadio; un mio sogno è quello di rinascere corista di Paolo Nutini. Realizzabile, giusto?

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